Referendum Venezia: piccolo vademecum per non farsi fregare da chi snocciola dati

  • Un’argomentazione sul perchè votare sì al referendum.
  • Un attacco personale all’Assessore al Bilancio e Società partecipate del Comune di Venezia.
  • Un fact-checking puntuale delle dichiarazioni fatte da chi vuole spingere i cittadini ad astenersi al referendum nè della posizione dell’Assessore.
  • Un sostenere che bisogna votare sì perchè lo dicono i dati: quest’analisi si limita a parlare di alcuni dati, come l’analisi dei bilanci e dei costi-benefici economici, che a mio parere hanno poco a che fare con i motivi su cui fondare una scelta del genere. Si tratta solo dei dati che si prestano meglio a questo tipo di lavoro che sto per fare.
  • Una mini guida con consigli e strumenti che possono essere utili a (1) chi comunica con i dati, per migliorare l’attendibilità delle sue narrazioni, e a (2) qualsiasi cittadino che, pur non occupandosi di dati, vuole analizzare in maniera critica la comunicazione di chi utilizza i dati.
  • Un invito a non prendere i dati per oro colato, ma a concepirli come un prodotto dell’uomo e a coglierne le strumentalizzazioni.
  • Un esempio di come usare i dati per aprire, approfondire e far ramificare un dibattito; in opposizione alla tendenza di utilizzare i dati per chiudere una discussione, presentandoli come definitivi, incontrovertibil e come un pretesto per ignorare possibili obiezioni.

COSA FARE QUANDO TI TROVI DAVANTI QUALCUNO CHE RACCONTA DATI: TRE CONSIGLI

↪ 1. Fai attenzione a chi…raccoglie ciliegie 🍒

Fonte: James Temple, How climate deniers abuse statistics to mislead • SFGATE

↪ 2. Cerca fonti alternative per corroborare, smentire, o contestualizzare la tesi 🤔

  • (1) la fusione del Comune di Venezia e Mestre si inserisce in una tendenza che vede un grande numero di fusioni di Comuni negli anni '20 del fascismo, quando il processo di espansione delle autonomie locali venne interrotto sotto una spinta accentratrice che portò alla soppressione di ben 1 Comune su 4 (2.186) tra il 1921 e 1930. [ISTAT];
  • (2) dal Dopoguerra si assiste a una decisa inversione di tendenza, con la creazione di ben 420 nuovi Comuni dal 1941 al 2017, circa 124 dei quali nel Nord-Est;
  • (3) Le dinamiche iniziano a cambiare già dai primi anni 2000, ma il nuovo vero boom delle fusioni e soppressioni di Comuni si ha solo negli ultimi anni. Tra il 2011 e 2015 sono scomparsi 185 Comuni, verosimilmente anche sotto l’incentivo delle riorganizzazioni introdotte dalla Legge n.56 del 2014.

↪ 3. Contestualizza le grandezze per renderle intelligibili 🏔

Fonte: Universcale • Nikon (sinistra) | Sizing up the Olympics • Washington Post (destra)
  • La spesa pro capite è di € 4.583 e paghiamo già € 1.397,86 pro capite in imposte locali. Un aumento di €18 corrisponderebbe a un aumento dello 0.4% della spesa complessiva pro capite del 2018.
  • La spesa per i servizi istituzionali, generali e di gestione, in cui confluirebbero i €18, è di 837,30 pro capite.
  • La spesa per i rifiuti è di € 368,66 pro capite, ma verosimilmente potrebbe diminuire con la divisione del Comune.
  • La spesa annua pro capite per coprire il debito pubblico è di €40,31, tre volte il presunto aumento derivante dalla separazione.
  • La spesa annua pro capite per il turismo e promozione del territorio è di € 17,45, praticamente quanto quei €18 di costi aggiuntivi.
Fonte: ESA

Conclusione

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Stories with data, from the data collection (or scrape) to the data visualization. Data storytelling instructor. Currently project leader at batjo.eu

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