Elezioni europee 2019 a Venezia, il futuro potrebbe essere meno verde di quello che sembra.

Un breve racconto, dati alla mano, per chi ha bisogno di sentirsi ancora speranzoso.

Venezia è sì assediata da un mare verde (Verde Lega), ma la realtà è ben più frammentata, con i partiti di Centro Sinistra e le Sinistre che tengono duro nelle sezioni elettorali più centrali. E soprattutto con un potenziale politico non espresso dalla votazione.

Una città spaccata

Dividendo i partiti in 2 macro-schieramenti politici, quelli di Centrosinistra + Sinistra (colore rosso) e quelli di Centrodestra + Destra (colore azzurro), e mappando i voti da loro ricevuti, ci accorgiamo di un’interessante dinamica Centro-Periferie. I centri sono più rossi in termini assoluti: il centro di Venezia (soprattutto Dorsoduro) si staglia come un vibrante cuore rosso in un mare di azzurro. E i centri sono più rossi anche in termini relativi: le zone centrali del Lido e della Terraferma non saranno rosso sgargiante, ma sono comunque più rosate o di un azzurro più chiaro, rispetto alle sezioni che sono ai margini della mappa.

Il vero vincitore è un partito che non esiste

L’immagine di un’Italia tutta verde Lega dal Nord al Centro ha dominato le pagine dei giornali e del web delle ultime ore.

Mappe delle elezioni a livello comunale, provinciale e regionale. Fonti YouTrend, TPI e Il Sole24Ore

Il 33,4% degli italiani è con Salvini? Falso. Un italiano su tre ha votato Lega? No, nemmeno un avente diritto su 3 ha votato Lega.

Prendiamo Venezia: l’affluenza alle urne è stata del 57,6%, un notevole aumento dal 42,50% del 2014, e una cifra superiore persino alla media Europea, che pure si stima attorno al 50% (il valore più alto registrato negli ultimi 20 anni).

Fonte: Elaborazione di Alice Corona su dati del Comune di Venezia

Alcune note sparse

1a. “La Sinistra veneziana riparta da” … Santa Marta

Se allarghiamo lo sguardo a “tutto ciò che sta a sinistra del PD” c’è sicuramente di che rallegrarsi. Se Europa Verde, La Sinistra e il Partito Comunista fossero un unico partito, avrebbero ottenuto il 7,08% dei voti — contro un risultato nazionale del 4,95% — posizionandosi come quarto partito dopo il M5S (al 12,29%).
Il caso più eclatante di questo successo potenziale è Santa Marta (sezione 47): qui questo immaginario raggruppamento di Sinistre avrebbe ottenuto il valore più alto di tutto il Comune, quasi il 15% dei voti totali. E invece la sezione è capitolata in mano alla Lega con il 33,67% dei voti.

1b. “La Sinistra veneziana riparta da” … La Giudecca

A livello nazionale e comunale si parla di una disfatta della Sinistra più radicale, frammentata nei partiti La Sinistra e Partito Comunista, nessuno dei quali ha superato lo sbarramento del 4%. Alcune sezioni elettorali veneziane hanno assegnato una percentuale di voti a questi due partiti ben sopra la media nazionale (di 2,7% per i due partiti combinati). In primo posto la Sezione 54 della Giudecca, con 8,26%.

2. E l’ondata nera?

Casa Pound e Forza Nuova messe assieme hanno ottenuto lo 0,3% dei voti assegnati, che si dimezza e diventa lo 0,17% se si considerano il totale degli aventi diritto. Un numero basso, che arriva a 1,4% del totale assegnato in alcune sezioni. Sono comunque 356 elettori, con una presenza diffusa in tutto il territorio comunale, con 186 sezioni su 256 con almeno un elettore che ha scelto uno di questi due partiti.

3. Cosa cambia per la Lega calibrando sul totale degli aventi diritto

Stories with data, from the data collection (or scrape) to the data visualization. Data storytelling instructor. Currently project leader at batjo.eu

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